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sei in: VoloLibero Bergamo > eventi 2010 > editoriale LUCA BASSO

marco e gustavo13 dicembre 2010

Pensiamo di fare cosa utile e gradita ai piloti del nostro club, ma anche a tutti gli altri, pubblicando l'editoriale che il presidente FIVL, Luca Basso, ci ha cortesemente fatto pervenire.

Gustavo, webmaster sito VLB

EDITORIALE DI LUCA BASSO, PRESIDENTE FIVL

Lo sport è una scuola ove si impara a vivere con gli altri, a rispettare le regole, ad aspirare al miglioramento, esaltare i valori della persona e della solidarietà. In una parola, lo sport ha un forte significato etico, formativo ed educativo.
Per questo motivo la Carta Europea dello Sport, all’art. 3 recita: Sarà opportuno incentivare e sviluppare lo spirito ed il movimento del volontariato, favorendo in particolare l’azione delle organizzazioni sportive volontarie.  Le organizzazioni sportive volontarie stabiliscono meccanismi di decisione autonomi nel quadro delle leggi. Ancora, l’art. Art. 16 del Decreto Legislativo 23 luglio 1999, n. 242 (riordino CONI) stabilisce che “Le federazioni sportive nazionali sono rette da norme statutarie e regolamentari sulla base del principio di democrazia interna, del principio di partecipazione all'attività sportiva da parte di chiunque in condizioni di parità”.
Come saprete, vi sono enormi difficoltà nel gestire i rapporti con l’Aero Club d’Italia.

Con un colpo di mano regolamentare, infatti, la dirigenza dell’AeCI ha di fatto escluso almeno 15 mila sportivi e circa 350 associazioni sportive dilettantistiche dalla vita dell’Ente. Tra esse, anche la FIVL e le “sue” associazioni.

Alla base della costante insoddisfazione della FIVL e delle altre federazioni sportive aeronautiche, v’è una questione giuridica ed etica di fondo che coinvolge direttamente i principi anzi citati: l’AeCI, che dovrebbe essere nei fatti e non solo sulla carta, la nostra Federazione Nazionale presso il CONI, persegue una politica che, anziché favorire il volontariato e la partecipazione all’attività sportiva di chiunque in condizioni di parità, è invece totalmente tesa all’esclusione e all’allontanamento. Questo fatto porta, ciclicamente, a continue crisi di rapporti e ad inevitabili scontri.

Per far parte attiva della vita dell’Ente si dovrebbe essere costituiti nella forma di aeroclub locali ed accedere, in tal modo, all’Assemblea. Se, in linea di principio, ciò è assolutamente corretto, le condizioni reali per prendere parte alla vita associativa dell’AeCI rendono impossibile l’applicazione pratica del principio stesso. La dirigenza dell’AeCI, infatti, utilizza una insensata politica della tariffe per escludere le associazioni sportive, e con esse gli sportivi stessi, dalla vita sociale. Basti pensare che un club come il Cornizzolo, ad esempio, dovrebbe versare a spanne la somma € 12.000,00 annue per far parte dell’AeCI. Poco meno dovrebbe versare un club come Norma, mentre una associazione ancor più piccola sarebbe prossima ad una “quotazione” di circa 6.000,00 € (4.600,00 solo quale “entrata” il primo anno). Si tratta di somme assolutamente insostenibili per le nostre associazioni poiché esse non possono contare sulla “ricchezza” di bilancio. Di fatto dunque, stabilendosi somme insostenibili per l’accesso, l’AeCI attua uno sbarramento attraverso il quale la stragrande maggioranza delle associazioni che vivono con la logica del volontariato vengono tenute al di fuori dalla vita dell’Ente. Se, dunque, i “poveri” sportivi non contano nulla, la gestione rimane in mano a quegli Aeroclub che posseggono una delle seguenti caratteristiche: a) sono ricchi; b) sono obbligati in quanto scuole di volo (ma annoverano di fatto pochissimi iscritti).
Se, al contrario, la politica fosse quella di attuare tariffe parificabili a quelle della altre federazioni Sportive Nazionali (ad esempio quella del gioco calcio, del rugby, della pallavolo, ma anche del golf ecc.) all’Ente avrebbero accesso tutte le nostre associazioni sportive. Quelle del vololibero, arriverebbero a contare complessivamente più voti in assemblea di quelli attualmente presenti in AeCI. Diverrebbero pertanto, come sarebbe corretto sulla base dei principi espressi dalla Carta Europea, determinanti nella vita dell’Ente. Ma ciò, per ovvi motivi che avrete ben intuito, la dirigenza dell’AeCI aborrisce, preferendo l’attuale assetto esclusivista ed elitario.

La storia insegna che ogni oligarchia ha come principale obiettivo quello di praticare sistematicamente la difesa delle proprie prerogative di potere. Questo è quello che accade in AeCI.
La situazione in cui versa l’Ente diventa addirittura paradossale allorché si consideri che il suo Presidente (attualmente decaduto ma comunque operativo) è un Senatore della Lega Nord. Invero, sul sito della Lega si può leggere un documento programmatico di tale partito in merito allo sport. Ne cito un eloquente passo: “Lo sport “ricco” era dunque riservato a pochi eletti, mentre contemporaneamente milioni di utenti erano costretti a fare i classici salti mortali per proseguire nell’attività sportiva, spesso rimettendoci di tasca propria. Grazie a questi interventi ideati ed attuati dalla Lega Nord, lo sport è finalmente diventato “per tutti” e accessibile a tutti, secondo la filosofia che da sempre contraddistingue le nostre azioni.
Come possa conciliarsi il pensiero leghista con le azioni del suo esponente in AeCI rimane inspiegabile e ognuno di voi si sarà a questo punto fatto una precisa idea. Si potrebbe chiedere al Senatore Leoni il motivo per il quale egli prende a pesci in faccia tutte quelle nostre associazioni che fanno i “salti mortali” per proseguire nella loro attività sportiva. Si potrebbe anche chiedere perché lo sport del volo venga riservato a pochi eletti e intenda essere così “ricco”. Temo che egli non abbia una risposta efficace a tali questioni. Diversamente aprirebbe le porte del “suo” Ente ad una partecipazione su basi totalmente diverse ed accessibili anche a noi, che i salti mortali li facciamo davvero.

Non esiste invero sport più “ricco” di quello del volo, solamente per volontà di quel suo Senatore Leghista Presidente che, invero, lo scorso anno ha aumentato le tariffe d’accesso di una associazione all’AeCI del 900%. (avete letto bene , non ho aggiunto zeri!)
Se ciò non bastasse, v’è una ulteriore questione etica e giuridica di fronte alla quale non intendiamo abbassare lo sguardo. In questo momento l’Ente è condotto da un Consiglio Federale decaduto per legge, che non potrebbe nemmeno essere convocato. Tale Consiglio, in uno con il Presidente (giuridicamente decaduto anch’esso), ha attuato una serie di provvedimenti regolamentari che escludono ormai totalmente la FIVL (e le altre FSA) dalla gestione dello sport. Tali provvedimenti, oltre che essere adottati illegittimamente nella forma, cozzano contro lo Statuto dell’AeCI nella sostanza ed, ovviamente cozzano contro i principi fondamentali regolatori dello sport italiano espressi dalla legge.
All’inizio di questo mio scritto, ho affermato che lo sport è insegnamento del rispetto delle regole. Una federazione Sportiva che non rispetta essa stessa le regole nella sua gestione, nega l’essenza stessa del proprio esistere. La FIVL non può permettersi di rimanere inerte a fronte delle vessazioni che le “sue” associazioni sportive stanno subendo. Capirete che, a questo punto, difenderci diventa un atto imprescindibile poiché esso comporta la salvaguardia dei principi fondamentali dello sport e del diritto. 
All’assemblea della FIVL abbiamo proposto una linea di conduzione, rimettendola completamente alla decisione dei nostri associati. V’è stato chi ha proposto di appiattirsi alla politica di conduzione dell’Ente al solo scopo di cercare di evitare di essere sottoposti a reiterate decisioni “punitive”. Chi propone tale linea di condotta, di fatto attua il metodo dell’assecondare il prepotente, del cercare di razzolare nel compromesso, di cercare di essere “più furbo del furbo”. Di fatto, si rende connivente con un sistema non più retto dalla legalità, ma dalla prepotenza.

Sono consapevole, anche per deformazione professionale, che la mediazione solitamente costituisce il mezzo più opportuno per comporre le problematiche e addivenire ad una pacifica convivenza . Tuttavia, quando vengono violate sistematicamente le regole e viene utilizzata la prepotenza, vengono calpestati diritti e statuti, si impone una scelta che è molto più profonda e radicale di una mera strategia comportamentale. In tal caso mediare diventa insensato e, in qualche misura, anche amorale.
Non potrei mai, personalmente, rappresentare una associazione che possa fregiarsi di dirsi portatrice di principi etici e sportivi allorché dovessi accettare di scendere a compromessi che dovessero comportare la violazione delle regole e del diritto.
Tutti noi abbiamo, a questo punto, il preciso dovere di chiederci se per noi sia possibile e corretto essere conniventi con la prepotenza. Soprattutto abbiamo il dovere di chiederci se sia vero che la “furbizia” si vincente, almeno in queste condizioni. A mio parere, no! Io dico che non ci sto, e con me l’ha riaffermato tutta l’Assemblea della FIVL (tranne due astenuti).
La nostra Federazione è una piccola collettività. Eppure è una comunità consapevole che la salvaguardia dell’etica sociale e del diritto passa anche attraverso il nostro comportamento ed il nostro esempio.
Per qualcuno l’etica forse sarà una bella ma inutile parola: si afferma che con l’etica in questa società non si ottiene nulla e che i “sognatori” sono destinati ad essere dei perdenti. Mi chiedo tuttavia che cosa potremmo guadagnarci, per converso, se dovessimo abbassare lo sguardo, non criticare, far vincere il più furbo.

Siamo pertanto orgogliosamente pezzettino di quell’Italia che ancora pensa di poter lottare per difendere la legalità, il disinteresse e la passione di fare qualcosa per gli altri, senza dover necessariamente essere conniventi con l’arroganza e l’illegittimità. Abbiamo di conseguenza avuto mandato di organizzare le attività della FIVL in modo più libero ed autonomo, sotto forma di ASD.
La strada della difesa dei nostri principi e diritti impone certamente maggiori sacrifici, ma ci condurrà senza dubbio ad ottenere soddisfazione e a rilanciare tutte le nostre attività.
Possiamo vincere, ma possiamo farlo ad un'unica condizione: essere tanti, decisi e rappresentativi. E’ l’unione che fa la forza. Per tale motivo prego, anzi questa volta scongiuro, tutti i piloti iscritti alla FIVL di rinnovare l’iscrizione per il prossimo anno.

Se, prima di oggi, vi abbiamo chiesto l’adesione per poter meglio organizzare tutte le nostre iniziative ora lanciamo una richiesta più fondamentale, anzi di vitale importanza per chi ama il nostro sport: di essere voi stessi i nostri strumenti pubblicitari e di propaganda per la difesa dei nostri diritti. Vi immagino orgogliosi di essere, ciascuno di voi, un elemento fondamentale che possa arruolare nelle nostre fila ogni pilota ed amico, affinché, con la vostra rappresentatività possiamo finalmente pervenire a vincere la nostra battaglia di legalità. Andate dunque nei vostri club e convincete tutti i piloti, anche litigando ed imponendovi se necessario, a dare supporto alla FIVL. Dal nostro canto vi promettiamo che la battaglia la vinceremo, tutti assieme più uniti e rappresentativi che mai!

In questo momento decisivo, sono certo che risponderete compatti e decisi. La task è difficile, ma la chiuderemo, di questo sono certo!
Grazie a tutti

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