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Gruppo di piloti praticanti il volo libero in deltaplano e parapendio
aderenti alla asd FIVL - Associazione Nazionale Italiana Volo Libero (registro CONI n. 238227)

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COMUNICATI 2011 ai Piloti ed Amici del VLB
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16 agosto 2011 - VOLO DI MEZZA ESTATE

gustavo vola 2007 jpg
strega sulla scopa

Questo è il volo che l’altra mattina
ho intrapreso e qui posto in rima.
E’ un cross così tanto azzardato
che nessuno aveva mai tentato.
Tutto è filato alquanto bene,
salvo un finale che non conviene.
La giornata era molto bella
ed ho usato una nuova sella,
anche la vela dentro la sacca
era quasi nuova come di pacca
e l’ho stesa sopra un bel prato
che come decollo ho inaugurato.

Appena pronto in un baleno
balzo nel cielo poco sereno,
mentre in alto sulla montagna
un falco con me quota guadagna.
Alla fine l’ho lasciato in basso,
perchè come uccello io sono un asso,
uccello inteso come il volare,
non in senso un poco volgare
che ci azzecca poco col volo,
ma è una questione sotto il lenzuolo.

Immaginate che gran momento
volare da solo lassù nel vento,
immaginate che gran sensazione
lasciare alle spalle il Resegone,
Lecco e i luoghi cari al Manzoni,
mentre vivevo delle forti emozioni.
Dopo i tremila tutto traballa
e non vi racconto affatto una balla,
se una chiusura mi fece tremare
fino a pensar che era meglio mollare
ogni velleità di volo estremo
per atterrare in qualche terreno.
Ma ero tanto deciso e contento
che ho superato ogni spavento,
anche quando la vela è impazzita
e sotto di me è tutta finita.

A quattromila ho ripreso baldanza
ed ho attraversato mezza Brianza
fino a toccare i cinquemila d’altezza,
dove spirava una forte brezza.
Verso i seimila, senza alcun danno,
ho avvertito un poco d’affanno;
forse era l’aria che mi mancava,
ma il parapendio bene avanzava,
tanto che vincendo la mia paura
ho attraversato l’intera pianura,
seguendo dei cumuli la lunga via
che mi ha portato dritto a Pavia.

Il GPS segnò ancor la traccia
finché non ebbi il mare in faccia.
Da La Spezia ho quindi piegato
verso Firenze è il Granducato.
Ancora con rotta meridionale
sorvolai il Lazio e la capitale,
per scorazzare tardi la sera
alto nel cielo sopra Nocera.

Certo a voi non devo spiegare
che senza sole non si può volare,
almeno che non si abbia un motore,
ma non è il caso che mi vide attore.
E’ infatti l’astro che scalda il suolo,
il calore poi l’aria cattura al volo;
l’aria che sale sfrutta il pilota,
per volar lontano e fare quota;
pure sapete che finisce la fase
quando dei cumuli si tocca la base.
In parapendio o col deltaplano
senza ascendenza non vai lontano.

Invece io ero molto ispirato
che tutta la notte ho ancora volato.
Non so per qual strano accadimento:
mi reggevano le stelle del firmamento,
tanto da lasciar sotto di molte leghe
perfino le scope delle streghe
che a Benevento sono la tradizione
fino dai tempi dell’Inquisizione.

A Napoli poi, con gran destrezza,
sfruttai le termiche della monnezza,
bruciata qua e là dalla popolazione
ormai arcistufa della situazione,
fino a che ebbi proprio di fronte
la sagoma scura dell’Aspromonte
per arrivare a metà mattina
ormai in vista di Messina.

Mentre pensavo di girare l’interno
ed atterrare poco dopo Palermo,
ho avvertito un gran scossone
ed è cambiata la mia posizione:
non ero in volo sopra lo Stretto,
ma in mutande dentro al letto,
tutto sudato per la gran tensione
di aver sorvolato l’intera nazione.

“Scusa papà se t’abbiam svegliato,
ma poco fa tu hai gridato
che ancora più quota dovevi fare
perché il volo non finisse in mare.
Si può sapere cosa ti piglia?
Tu sogni un volo fino in Sicilia,
ma non arrivi più manco a Barzana,
figurati ad un’isola tanto lontana.
Carò papà, ti dobbiam parlare:
la tua salute fa preoccupare,
non quella fisica, ovviamente,
ma peggio quella della mente!”

Amici miei, non tiratemi matto:
io questo volo davvero ho fatto,
e come prima ho già segnalato
laghi, fiumi e monti ho ben passato.
L’Italia intera dall’alto l’ho vista ...
... chiedete pure al mio analista.

Gustavo
skype: gustavo.vitali