Il pollo racconta... COME TRASFORMARE UN'EMERGENZA IN UN'OTTIMA CENA
Incredibile! ogni tanto riesco a fare qualche breve volo di cross e talvolta perfino a tornare indietro. Non ho mai fatto percorsi da record, s'intende, e quando li racconto confesso che aumento un poco il chilometraggio, ma, per la par condicio, diminuisco le quote! Quindi sono totalmente affidabile, non come certi nostri piloti che fanno come i pescatori...
Decollato dal "pratino" in Roncola a bordo del mio fido parapendio in una splendida e soleggiata giornata, decido di dirigermi verso ovest, al Resegone, mentre il resto del mondo che vola va verso est. Beh, ogni tanto bisogna pur lavorare di fantasia.
Una certa aria proveniente da est-sud-est mi fa subito capire che questa volta di ritornare a casa non se ne parla proprio, ma che mi frega? L'avventura è l'avventura.
Dopo alcuni andirivieni davanti al decollo, lascio i miei compagni di volo belli bassi e, sfruttando una termica di assoluta affidabilità, mi ritrovo innalzato a quota 1850 sopra il Linzone. Da qui mi incammino lungo il solito tragitto, un po' come i pendolari inforcano la strada per andare al lavoro: antenne, Pertus, Tesoro, Corna Camozzera, Magnodeno, Resegone, ecc. Tutto come al solito. Ovviamente ho in mente da un pezzo un progetto ben più ambizioso, ma ... tra il dire ed il fare.
Non sto a tirarla lunga sulle ore di volo, termiche e discendenze, decisioni sbagliate (molte) ed azzeccate (manco una!) e vengo al punto, anzi, non ci arrivo proprio, se per punto si intende il Resegone. Sappiate comunque che, dopo ripetuti tentativi di guadagnare quota, finisco quasi in sottovento tra Lecco e questa montagna. Siccome non faccio parte della razza che predilige il pericolo, decido di atterrare.
Dopo un'accurata e meditata perlustrazione di molte miglia di territorio, prendo le misure di un bel campo, grande, pianeggiante e, soprattutto, con a lato una villa sontuosa dove una numerosa famigliola sta preparando un barbecue di notevoli proporzioni. Infatti ho dimenticato i panini ed ormai il giorno va a morire, mentre la fame si sveglia.
Dopo una discesa tra turbolenze equatoriali, a pochi metri da terra mi ricordo di aver letto da qualche parte che un bel campo di fieno tagliato, specie se circondato da vegetazione, crea il giusto contrasto per l'insorgere delle suddette: che scelta felice!
Gli occhi degli astanti dalle costine in cottura si alzano increduli al cielo, mentre ad orecchie tirate faccio il mio ingresso trionfale nella zona calda dell'atterraggio (nel senso che il barbecue è proprio lì sotto), controllando con maestria (o qualcos'altro che in anatomia chiamano diversamente) la vela in fase finale. E' un vero rodeo che va a far parte delle avventure di Indiana Jones, della saga di Guerre Stellari, entra nel mito, nella fantascienza, anzi, nel … fantavolo.
Vengo ai dettagli dell'ardita manovra. Ingresso a velocità sostenuta sul terrazzo in cotto fiorentino, travolgendo, nell'ordine: due cespugli di rose ad alto fusto con spine modello Jurassic Park; gazebo in rovere massiccio con tendaggio rigato bianco/celeste; obelisco stile rococò ed annessa fontanella; imprecisato numero di statue in posa adamitica poste sottovento all'obelisco di cui sopra; serie contigua di colonnette neoclassiche con sovrastanti vasi di gerani; ampia vetrata a sbalzo con vista panoramica sul lago. A questo punto irrompo nel soggiorno ed eseguo prontamente uno stallo da manuale, proprio sul tappeto davanti al caminetto, lasciando quasi intatta la vetrina contenente i bicchieri di Murano, ma non la nonna sul dondolo lì accanto. Ragazzi, è stato un gran bel volo!
Immediatamente vengo circondato da una dozzina di persone festanti, o quasi, che mi abbracciano forte, stringendomi forse un po' troppo il collo, mi danno delle gran pacche sulle spalle ed anche altrove, però con le dita serrate a pugno (usanza locale?), oppure mi baciano con ardore, tanto che sento i loro denti penetrare nella carne; alcuni, nel saltare per la gioia, tengono un piede alzato ed inavvertitamente mi colpiscono nella parte anatomica di cui poc'anzi. Ragazzi, mai vista gente far festa in modi tanto irruenti!
Dopo una buona mezz'ora il putiferio si placa e posso finalmente presentarmi con nome, cognome, indirizzo, telefono, codice fiscale, e tutto quanto mi si richiede da fotocopiare accuratamente insieme alla carta d'identità. Immagino vogliano conservare la mia foto in ricordo dell'evento! Nel frattempo le costine sono belle e pronte ed il padrone di casa, od almeno di quello che resta, con grande cordialità mi invita a cena, cosa che ovviamente non disdegno affatto. Mi offrono ogni ben di Dio, dalla carne alla brace ai formaggi, dalle verdure al dolce, vino, birra, liquori, caffè e altro ancora. Ormai mi vogliono un gran bene!
Le ore passano serene e certo nessuno si annoia ascoltando il racconto dei miei voli che, restandone alla fine a corto, allargo a quello della mia vita. Anzi, sono tutti molto compiti, ammiccano tra loro e mi interrompono educatamente solo per raccogliere dettagli del tutto marginali, quali: dove lavoro, quanto guadagno, se ho beni immobili, se sono assicurato, ecc. Insomma, delle gran brave persone.
Giunge l'ora di mettersi a letto ed io ho molta strada da fare per raggiungere il mio. Prima dei saluti il padrone di casa, non senza un certo imbarazzo camuffato sotto un gran sorriso, presenta un foglio ben ordinato con alcune cifre a quattro zeri, che sommate insieme formano una cifra a cinque zeri, che tradotta nelle vecchie lire farebbe una cifra a otto zeri. "Niente di particolare, aggiunge con sussiego, solo la formale richiesta di un suo apprezzato intervento per alleggerire il conto dei restauri. Non se ne abbia a male … In ogni caso mia moglie è avvocato …".
Assolutamente no! di fronte a persone tanto cordiali, come posso badare al vile denaro! In fondo ho una casa che posso vendere, magari chiedere un prestito in banca, anzi, dovrò farlo sicuramente, visto che le fontanelle oggi costano un occhio della testa e non parliamo poi dei gazebo o dei vetri di Murano… Per altro la loro gentilezza non difetta neppure in questo frangente: pensate che per vino e costine non hanno preteso una sola lira!
Come nei temi dei bambini, potrei chiudere questa storia con la solita frase "tornai a casa stanco, ma felice", ma non mi sembra il caso di dire una bugia, almeno nella parte dopo la virgola. E poi, avete già capito che dall'atterraggio accanto alla villa in poi, si è trattato solo di una favola, salsicce comprese, disgraziatamente. E che c'è di più bello al mondo che scriverne una? Magari volare?
Gustavo, un pollo da mito … al tramonto (nella foto)