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COPPA ITALIA DELTAPLANO (1)
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La gara di Coppa Italia di deltaplano, disputata a Palazzago ed al Monte Farno (Bergamo) nei giorni 25, 26, 27 e 28 aprile, ha avuto il miglior successo, quello che neppure gli organizzatori stessi del Volo Libero Bergamo e Delta Club Monte Farno si attendevano.
Ben 47 piloti (8 per la classe "Ali Rigide", 36+3 per le "Flessibili") sono giunti da ogni parte d'Italia per partecipare alla manifestazione, una tra le più affollate degli ultimi anni, numero che si poteva superare alla grande con la presenza degli azzurri impegnati in USA ed altri volatili locali, assenti per i più svariati motivi, ivi compreso il … diniego coniugale. Per la statistica, il "record di distanza" (nel senso di km d'autostrada percorsi) va a Massimo Turiaco giunto dalla Sicilia.La laziale Vincenza Miconi era l'unica in gara con la gonna (nel senso simbolico del termine) e ciò dovrebbe incoraggiare altre del sesso più forte di quello "forte" a mettersi in aria: abbiamo bisogno di voi! Un riconoscimento particolare alla recluta Massimiliano Vezzoli che con il suo "Brazil" ha sportivamente affrontato il cimento nella classe "Delta Con Torre" poco dopo il conseguimento del brevetto. Terzo nella graduatoria finale, giusto perché in questa classe c'erano pari partecipanti.Vincere vuol dire soprattutto superare se stessi prima degli avversari. Pure l'organizzazione ha girato bene a partire dagli inviti personali dei ragazzi dei due club ai colleghi di tutta Italia, ai circa 1500 messaggi spediti in internet, ai moduli d'iscrizione da tempo presenti sul Sito internet del Club Volo Libero Bergamo, per finire all'assistenza in decollo, all'accoglienza con costi irrisori presso l'Ostello di Palazzago di quelli sprovvisti d'un qualunque alloggio, anche in forma gitana, ai recuperi dei "dispersi" in mezza regione, ai momenti conviviali che hanno dipinto questi quattro giorni dei colori più vivaci. Ha vinto prima di tutto il volo in deltaplano, senza gli eccessi deleteri dell'agonismo a tutti i costi. Grazie a tutti voi per questo successo. Non posso chiudere il sermone dei ringraziamenti, senza infliggere un particolare "bravo" all'inossidabile Beppe Di Martino, un direttore di gara al quale tutti devono riconoscere molte capacità e quanto meno altrettanta pazienza. Se le prime sono necessarie per dirigere un volo, la seconda è assolutamente indispensabile.La cronaca segnala che, delle quattro giornate previste, solo in due si è volato con alterne vicende. I decolli disponibili erano quelli alle pendici del Monte Linzone e sulla cima del Monte Farno. Gli atterraggi ufficiali quelli a Palazzago e quello in Val Gandino.Tra essi una vasta sequenza di boe che il direttore di gara ha tuttavia utilizzato con parsimonia. Giovedì 25, riepilogate le iscrizioni, la carovana si dirige verso il decollo del Linzone sul lato che guarda verso Valcava, decollo raggiunto trascinando tonnellate di deltaplani, ammennicoli vari e vettovaglie per circa 200 metri di sentiero. E c'è chi va in palestra per alzare pesi Il vento in quota soffia da sud-est. Il pendio a 1300 mt presenta un lato esposto a sud ed uno esposto a sud-ovest. Si utilizza il primo con brezza quasi perfetta per spiccare il volo con percorso di km 79.1, contrassegnato dalle boe del "Tavolino Verde", sotto il Resegone, verso ovest, e Foresto Sparso, verso est; atterraggio a Palazzago dopo un'ulteriore inversione di rotta. Restano a terra solo due piloti per guasti vari ai delta. Tre gli start fissati a 15 minuti di distanza nel cilindro FAI con raggio di km 5. Il tempo scatta all'uscita da quest'area per chi arriva a meta, mentre per tutti gli altri si conteggiano i km percorsi. In tutto viene poi tradotto in punti classifica. La giornata non è particolarmente turbolenta: base cumuli a circa 1800 mt, termiche intorno ai 5 mt/sec durante la prima parte del percorso verso ovest; più deboli in seguito, verso est. Infatti, mentre buona parte dei piloti sta attraversando la Val Seriana, il sole è a tratti coperto dalle nuvole, causando difficoltà soprattutto per chi è decollato in coda al gruppo e quindi attardato in volo. Altro momento cruciale è l'aggancio del Canto Alto, punto chiave del percorso sia all'andata, che al ritorno. Forse per questo alla sua sommità c'è … appunto, una croce! Alla fine solo quattro piloti giungeranno a meta: nell'ordine Franco Laverdino e Gaetano Matrella su Atos per la classe "Ali Rigide" più Erminio Bricoli (La Mouette Topless) ed Ignazio Bernardi. (Icaro Laminar) per quelle flessibili.Purtroppo dallo scarico a computer della traccia del GPS di Bernardi risulterà che il pilota ha mancato la boa di Foresto Sparso per soli 25 metri! Il suo posto nella classifica di manche viene preso da Francesco Marsella (La Mouette Topless) che si è fermato a 7.5 km dal traguardo. (…segue) |
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