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febbraio 2004 - MANUELE DONDI A PALAZZAGO

A causa della stagione che di lasciar volare proprio non ne vuole sapere, molti dei nostri piloti si accontentano di esercitarsi in altri tipi di volo, da quelli pindarici a quelli di fantasia, specialità nelle quali hanno esperienza da vendere.
Cosicché, tra racconti di voli passati, che con il tempo si allungano come i pesci nelle vanterie dei pescatori, ed il fantasticare nel futuro, a qualcuno è venuto in mente di invitare a Palazzago Manuele Dondi, un personaggio che il pesce più grosso l’ha catturato davvero quando ha stabilito un eccezionale record di distanza volando in parapendio per ben 216 km dal Monte Avaro a Dobbiaco in Alto Adige.
E che cavolo sarà mai ...

Promoter del simposio, il nostro Giovanni “Dracon” o, se preferite, il “Barone Rosso” della Roncola, il karateka del Linzone, l’uomo tutta tecnologia e cartine isobariche, il geometra dei biplani prima guerra mondiale (scala 1:10) ... insomma ... Giovanni!
Alla notizia che il Dondi avrebbe tenuto una serata didattica a Bergamo un corteo, quantificato dagli organizzatori in circa mezzo milione di scalmanati e dalla Questura in poco più di 50 storditi, si è snodato, bandiere e striscioni al vento, dall’atterraggio di Palazzago lungo la salita della Roncola, fino al “Ristorante Collina”, dove un’ampia sala è stata messa a disposizione dal nostro Mario “Collina” (nel senso che da noi sono i ristoranti a dare il nome alla persone e non viceversa).
In breve la sala era gremita in ogni ordine di posti, tanto che alcuni sono poi dovuti ricorrere all’oculista, avendo guardato per ore le proiezioni di sbieco rispetto al fascio di luce che per altro li aveva già accecati durante le prove. Non sono mancati neppure fischi ed applausi, come si faceva al cinema dell’oratorio. Qualcuno è rimasto deluso per l’assoluta mancanza di nudi erotici nella proiezione delle tracce GPS e cartografia varia: c’è voluto del tempo per spiegargli che non erano cassette noleggiate nottetempo ai sex shop, ma alla fine ce l’abbiamo fatta!
Oltre ai piloti del VLB, erano presenti anche altri venuti da lontano, da Lecco, Brescia, Sondrio, Milano, Los Angeles ... (km più, km meno).
Immediatamente si sono formati due distinti e ben separati gruppi: quello dei nostri e quello dei forestieri, vale a dire quelli che volano a chiacchiere e quelli che volano davvero. Di conseguenza il sottoscritto ha dovuto forzatamente sedersi tra i secondi.

Dopo una concisa premessa, il Dondi è passato a domande individuali circa motivazioni ed aspettative di ciascuno dall’attività di volo. Per puro senso di carità cristiana preferiamo sorvolare sulle risposte, visto che la disanima di queste costituirebbe più materia per psichiatri che di tecnica di volo.
Dondi ha capito l’antifona ed è passato immediatamente al succo della riunione, illustrando situazioni di volo che lui stesso ha affrontato in voli spesso oltre i 100 km e su come superare l’istintiva paura dell’ignoto, pianificare il volo e mantenere gli indispensabili standard di sicurezza. Accattivanti le elaborazioni cartografiche ottenute con programmi quali Seeyou e Skyline. Un po’ meno domande tipo “da che parte devo andare dopo il decollo?”, “come faccio a tornare a casa?” ecc. Lascio alla vostra fantasia immaginare da quale dei due suddetti settori provenissero ...
La cartografia in 3D faceva vedere tutto, ma proprio tutto (eddaii!!! finitela di pensare alle donne nude!): costoni, vette, campi, rocce, ghiacciai, traversoni ed efficienze, stazioni ferroviarie per tornare a casa e l’auto lasciata in divieto di sosta.
Manuele disegnava percorsi e direzioni del vento, temiche e quant’altro. L’animazione mostrava il suo parapendio in movimento lungo il percorso.
Qualcuno ha chiesto cosa fosse ... ma non c’è stato il tempo per spiegare come vola il parpendio!

Alla fine Manuele ha consegnato il programma dei suoi master di volo che si terranno a Torbole nelle prossime settimane (per informazioni: chiamare 335-8386772). Giovanni, che lo ha frequentato quest’estate si sta ancora chiedendo cosa c’entri il master con i biplani, ma il suo è un caso particolare. Tutti gli altri hanno qualcosa hanno appreso!
Dalle nostre parti, per ora é tutto. Alla prossima.

Gustavo

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