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CERTE VOLTE E’ MEGLIO TRATTENERLA
(by Edo)

Il 2 agosto di quest’anno la manche dei Campionati Italiani di deltaplano è stata annullata per il vento forte e quasi tutti i piloti ne hanno approfittato per fare il classico volo del Cucco, con decolli senza corsa e top landing a ripetizione.
Verso le 17 è arrivato “the President”, Pietro Bacchi, che ha chiesto a me e ad altri tre piloti se volevamo sottoporci ad un controllo antidoping.


prima di andare in decollo,
controllate di aver con voi tutta l'attrezzatura!

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Abbiamo aderito alla richiesta e dopo qualche minuto eravamo dal “Lepre” per espletare le formalità del caso. La procedura di prelievo dei campioni di urina è estremamente minuziosa e prevede, fra l’altro, la minzione in presenza del medico sportivo incaricato dei prelievi. Niente paura: è così lunga la preparazione che si arriva a farla quando scappa in modo ineluttabile…
In fase di compilazione del verbale, il medico ci ha chiesto se assumevamo dei farmaci ed io ho risposto dicendogli il nome commerciale del farmaco che assumo quotidianamente per curare la mia ipertensione (Triatec HCT 5mg).
Sono ritornato in decollo che erano quasi le otto ed era girato il vento: il delta stava per volare via dato che in decollo non era rimasto quasi nessuno.
Il 9 settembre ricevo una raccomandata dal CONI – Etica e Antidoping che mi comunicava la positività ad una sostanza proibita, l’idroclorotiazide. Il nome non mi era nuovo e dopo un po’ mi viene in mente il farmaco che prendo per l’ipertensione: vado in macchina a recuperare la scatola delle compresse e leggo proprio quel nome. Si tratta del diuretico associato all’Aceinibitore identificato dalla sigla commerciale HCT. Risultato: due giorni da schifo a pensare che non avrei fatto più le gare perché non mi va di avere vantaggi sleali in competizione, visto anche il rapporto di amicizia che mi lega alla gran parte dei miei “avversari”. Poi mi chiedo che vantaggi può dare un diuretico in una gara di delta e comincio a documentarmi (magica Internet!). I diuretici sono sostanze proibite perché possono coprire altre sostanze (anabolizzanti, EPO) e perché possono essere utilizzati per calare momentaneamente di peso (negli sport a categorie di peso, prima della verifica del peso per la gara). Quindi, accertatomi anche della possibilità di chiedere un’esenzione a fini terapeutici per i diuretici, mi tranquillizzo almeno per quanto riguarda l’etica, vista l’assoluta assenza di vantaggi nell’uso del diuretico in sé.
Resta il fatto di difendere la mia onorabilità, anche perché, udite! udite!, giorno 6 settembre cioè tre giorni prima che lo sapessi io erano usciti su Datasport e Yahoo sport (magica Internet?) due articoli ricavati da un comunicato stampa del CONI a titolo: “deltaplano: Giudiceandrea positivo all’antidoping”, dove si diceva della positività all’idroclorotiazide, ecc., ecc. Dati sensibili pubblicati senza autorizzazione: richiesta di risarcimento danni? Vedremo.
Intanto scrivo al CONI e gli dico che: mi sono sottoposto volontariamente al controllo; ho dichiarato prima del prelievo che assumevo quel farmaco; sono iperteso dal 2001 e prendo il Triatec dal 2004, come da certificazione ospedaliera che per fortuna conservavo (Roberta santa subito!); né sulla confezione, né sul foglio illustrativo del farmaco è riportato il previsto (per legge!) richiamo al doping; il medico sportivo che mi ha rilasciato il certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica del deltaplano, informato della terapia, non ha ritenuto di dover compilare il previsto TUE, modulo di esenzione a fini terapeutici per l’uso del diuretico.
E’ proprio questo il nocciolo della questione ed è il motivo principale per cui scrivo questo articolo: ci manca l’informazione sulla legislazione antidoping. Infatti, bastava che facessi compilare dal mio medico quel benedetto modulo e lo spedissi al CONI e non avrei neanche ricevuto la notifica della positività. Ci manca l’informazione, dicevo, e ci conviene correre ai ripari. Un esempio su tutti: per la pratica agonistica di tutti gli sport aeronautici una sostanza vietata che, se riscontrata nelle urine dà luogo ad una squalifica fino a due anni sapete qual’è?  L’alcol! Quindi se, come spesso capita, al Cucco quel giorno ci fosse stato il pulmino dei panini io sarei stato positivo all’alcol e senza possibilità di replica. Già. Col caldo che faceva volete che dopo il volo e prima di smontare il delta, un panino e un paio di birrette…
Non mi dilungo oltre, vi dico solo che sono dovuto andare a Roma per essere ascoltato dal Procuratore antidoping che mi ha detto di aver perfettamente capito la mia buona fede ma che due mesi di squalifica li doveva proporre perché non avevo fatto compilare il famoso modulo. E si! La responsabilità è sempre dell’atleta, dice il regolamento antidoping del CONI. E la Legge non ammette ignoranza (informazioni del caso su http://www.coni.it/index.php?id=34 )
Questi due mesi sono poi diventati una proposta di un anno nella notifica di deferimento alla Commissione Giudicante. Spero proprio che quest’ultima valuti in modo sereno un episodio che definire rocambolesco è poco.
Saluti a tutti e buoni voli dal primo “dopato” della storia del volo libero, Edoardo Giudiceandrea.