Fin dall'anno … (seguito)
Alla luce di tale ipotesi, possiamo affermare che i padrini del nostro club, insieme a Fausto, furono Graziano ed Archimede, cioè i primi istruttori di volo libero che nel comprensorio della Roncola posero alcuni decolli stabili per i suddetti zingari, ma si dimenticarono degli atterraggi. Infatti dei piloti di allora non è rimasta traccia; probabilmente sono ancora in volo.
In seguito Archimede, diretto discendente del grande matematico che per primo constatò come "...il quadrato costruito sull'ipotenusa di un deltaplano fosse uguale alla somma dei quadrati costruiti sui cateti..." - peccato che i deltaplani non sono triangoli rettangoli! - fu poi sostiutito da Noemi che prese le sue veci non come padrino e neppure come matematico, bensì come istruttore. Il più contento fu Graziano, e non solo per questioni di volo.
Il volo libero esplose ovunque negli anni '90, quando la sicurezza dei mezzi raggiunse livelli impensabili fino a pochi anni prima. Le fila del VLB si sono ingrossate in quella circostanza, raccogliendo i piloti che la Scuola via via brevettava e possiamo garantire che raccogliere dei piloti in un club è cosa davvero ardua, molto ardua.
Non vogliamo in questo contesto fare la cronaca noiosa di nomi ed eventi, o sterili elencazioni di date, anche perchè, se ricordiamo perfettamente gli uni soprattutto quando li abbiamo vissuti in prima persona, di certo nessuno ha preso nota delle altre. Comunque la nostra storia continua incessante da oltre 20 anni e segue il naturale divenire delle cose tra voli, zingarate, racconti e discussioni, in atterraggio od aspettando il decollo tra vele e deltaplani od ai tavoli della trattoria Ca' Sabì, il nostro tradizionale punto di ritrovo a Palazzago. Ed in questi anni sono passate decine di allievi, diventati piloti, molti ancora con la nostra tessera in tasca, altri andati via per altri "voli", quelli che la vita ci propone. Il tutto in un ambiente quanto meno poliedrico che raccoglie persone d'ogni estrazio*ne, età, aspettative, tutte con l'inesauribile passione di vedere il mondo dall'alto, di andare a toccare le nuvole, di librarsi leggeri nell'aria, senza rumore, senza motori, in allegra compagnia.
Il VLB non ha rimpianti per il passato, nostalgia quanto basta, ma solo per l'avvenire, e continua il suo lungo volo su valli e pendii. Probabilmente il volo in se stesso non ha una fine e forse neppure un inizio. Sappiamo che ci piace volare.
Bene. Ora immagino che poco o nulla avrete capito da questa storia del VOLO LIBERO BERGAMO. Consolatevi: dalle narrazioni spezzonate e spesso contradditorie raccolte tra i testimoni dell'epoca passata ed i protagonisti del presente anche l'autore s'è fatto poche idee, ma in compenso ben confuse.
D'altra parte io non c'ero nella preistoria...
Gustavo Vitali