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biscotti e latte10 novembre 2010
LA POSTA DEL POLLO

Come inzuppare correttamente i biscotti

La redazione di Pollo Libero riceve argomentata interrogazione di natura nutrizionale da parte di un giovane pilota ambivalente (ambivalente nel senso che vola in parapendio e deltaplano, non quello sessuale), con padre funzionario di nota ditta dolciaria.

Caro Pollo Libero,
dovendo di buon mattino affrontare una dura giornata di volo e considerando che ho a disposizione dolciumi in quantità industriale, come mi consigliate di alimentarmi?
In attesa del vostro competente parere, porgo i migliori saluti
Lettera firmata

Alla cortese, nonché edulcorata, richiesta, ben volentieri ci accingiamo a fornire compiute e pertinenti spiegazioni.

Caro il nostro ambivalente,
innanzi tutto consigliamo di tralasciare il vasto assortimento a tua disposizione e concentrati sui biscotti da immergere in una bevanda calda, operazione di assoluta delicatezza, già oggetto di studi approfonditi da parte delle più note aziende alimentari, tanto che una di queste (non possiamo fare il nome se no diventa pubblicità), proprio accanto al marchio rappresentante un mulino bianco, pubblica dettagliata tabella dei tempi per inzuppare al meglio i biscotti nelle varie bevande.

Il biscotto va scelto in modo accurato: se eccessivamente duro, resiste al liquido, se troppo morbido, si spappola subito, se industriale può essere troppo dolce, se artigianale, troppo costoso. Tra i casalinghi quelli del nostro Mario “collina” sono ottimi come dessert, meno per la colazione; quelli di Giovanni “dracon”, di ricetta rigorosamente prussiana, assolutamente inadatti al gusto mediterraneo; quelli di Ivo una poltiglia di stampo sovietico; quelli di Gigi Gamba sanno invariabilmente di salame, quelli di Noemi di verdure; quelli di Giuliana fungono da anestetico; quelli di Monica altro non sono che una tisana disidratata. Attenzione in particolare a Genio che quando dice “pucciare il biscottino” si riferisce a ben altro e di notturno che non alla colazione del mattino.
Ci sarebbe poi da prendere in considerazione la forma del biscotto, ingredienti, calorie, peso, tabella nutrizionale, ecc. Insomma, acchiappa una scatola a caso dall’ampio assortimento di casa, se no non ne veniamo più fuori.

A questo punto passiamo a preparare la più classica delle bevanda, il caffélatte.
Avrai certo notato che se stai lì ad aspettare il latte non bolle mai, ma se di distrai bolle immediatamente, esce dal pentolino e imbratta metà dei fornelli. Alla fine ne resta poco e a temperatura da ustione. Nel tuo caso di certo è quest’ultimo evento che si è verificato. Non ti resta che buttare il latte rovente e correre a spegnere il fuoco sotto la caffettiera che, mentre piangevi sul proverbiale latte versato, pure questa ha schizzato caffé sulla restante metà dei fornelli. Butta anche il caffé, ormai abbrustolito.

Tranquillo. La preparazione del the è più semplice, anche se ha le sue regole.
La bustina va lasciata pochi minuti nell’acqua bollente e non delle mezz’ore. Ma, siccome nel frattempo sarai andato in bagno, al ritorno troverai puntualmente una bevanda bella nera, dal gusto insopportabile e quasi fredda. Meglio vuotarla in lavandino.

Tralascia la camomilla, visto che ti sei alzato presto e stai ancora crepando di sonno, e passa allo yogurth, alimento derivante da un processo di fermentazione durante il quale il lattosio, grazie ai fermenti lattici, è stato trasformato in acido lattico. Contiene proteine, grassi, carboidrati, calcio, vitamine del complesso B e vitamina PP. Però è piuttosto denso e poco adatto ad inzuppare un biscotto, almeno che tu non decida di stare delle ore con questo in mano, mezzo infilato nello yogurth e mezzo no, in attesa che si ammorbidisca. Direi di abbandonare lo yogurth.

Potresti bere del latte, se non fosse andato sprecato nella prima delle suddette e incompiute preparazioni, oppure una bella tazza di cioccolata, ma, viste le difficoltà incontrate a preparare del semplice caffelatte, meglio non rischiare. Quindi devi buttare il cacao che avevi preparato nella tazza.

In frigo ci sono bibite, succhi di frutta, vino, birra, burro e marmellata. Le prime due poco si conciliano con la colazione, niente vino o birra perché sei astemio, non resta che burro e marmellata. Certo che se già era complicato inzuppare il biscotto nello yogurth, come pretendi di ammollarlo nella marmellata, magari dopo averlo spalmato di burro? Non scherziamo.

Ora, considerato che dovrai lavare ed asciugare tazze, teiere, pentolini e quant’altro, ripulire i fornelli dalle varie incrostazioni, riassettare la cucina e mettere via tutto prima di incorrere nelle ire materne, sarà ormai mezzogiorno e tra poco ti tufferai in un piatto di spaghetti o chissà cos’altro.
Scusa, ma a quest’ora che cacchio te ne frega di fare colazione?

Sempre a disposizione la redazione di Pollo Libero saluta gli affezionati lettori
Gustavo